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DANIELE…..PICCOLA STORIA
Una volta per tutte
Amici e FRATELLI GRANATA, questa lettera vuole
essere, una volta per tutte, un chiarimento netto e deciso su
alcune cose ed episodi successi.
Io ho sempre lavorato, come del resto tutti voi e, mantenuto
dignitosamente la mia famiglia fino a quando la sfiga non ha
iniziato a martellarmi.
Era una domenica pomeriggio del 2003, quando
lo stafilococco aureo si è impossessato del mio stinco destro,
allora avevo un contratto di lavoro a termine come quasi tutti
qui in valle essendo una regione che lavora stagionalmente.
Naturalmente a marzo dello stesso anno, essendo ancora in
ospedale, non è stato rinnovato il contratto, così siamo
andati avanti, dando fondo ai pochi risparmi, sino ad aprile
2004. Inizia un nuovo lavoro, sei mesi di contratto, presso lo
stabilimento delle acque minerali MONTE BIANCO di Morgex con la
promessa della trasformazione da determinato ad indeterminato.
Con questa tranquillità ci concediamo una settimana di vacanza,
anche perché il sole e l’acqua salata sono un toccasana per
la gamba. Sorpresa al rientro, cambio di programma da parte dell’azienda,
niente più contratto sino ad aprile2005 e si ricomincia a
tribulare, cercare lavoro ma ormai la stagione invernale è alle
porte e tutte le aziende si sono già organizzate.
La banca ci viene incontro, qui i rapporti sono più diretti e
ci si conosce personalmente.
Aprile 2005, questa volta la ditta è di parola e mi richiama,
nel frattempo siamo andati in rosso in banca, ricomincia il
lavoro e lo stipendio sul conto, la banca ci lascia il
necessario per vivere ma dobbiamo ripagare, però il lavoro c’è
e guardiamo sereni al futuro.
Dopo solo un mese di lavoro il virus si ripresenta e questa
volta è ancora peggio della prima, morale della favola un mese
di lavoro e cinque di malattia, contratto non rinnovato e manco
la disoccupazione visto che i giorni di malattia non servono per
questa indennità.
MAZZATA MICIDIALE, siamo a Settembre 2005, ci
vogliono sei mesi prima che riesca a ristabilirmi e arriviamo ad
Aprile 2006. Prendo il primo lavoro che capita, consegnatario
ALGIDA, la banca preme, il rosso è sui 3000 euro, lo stipendio
non è molto, il contratto è di tipo CO.CO.CO ma chi se ne
frega, si riparte.
Gennaio 2007, di nuovo lo stafilocco, stessa solfa, ricoveri,
dolori, cure, licenziamento e via di rosso in banca tra alti e
bassi, ma io non mollo.
Gennaio 2008, trovo un altro posto, provo a non dire nulla della
malattia,ci risiamo, la caviglia fa male e non riesco a
camminare, altro fine contratto.
Un disastro, nel frattempo anche la banca spinge, il rosso è
sui 3500 euro e cosi si prende pure quel poco di liquidazione
che mi aspettava.
Maggio 2008, siamo all’inzio della nostra storia.
Viene diagnosticata la sindrome di berger,
altra MAZZATA MICIDIALE.
Chiedo aiuto ai fratelli di virus ed i primi
soldi ricevuti vengono in parte usati per rifondere la banca,
oggi siamo a posto, poi bisogna rimettersi in viaggio e sistemo
la macchina che mi è indispensabile per muovermi in valle e
bisogna mangiare e mandare christian a scuola, insomma vivere,
anzi…sopravvivere.
Qualcuno mi dice, non ricordo chi e dove, che
certo se qualcuno di autorevole confermasse la malattia sarebbe
meglio e, non so come mi parte la brocca.
Mi invento il dott. MALVEZZI, e lo ergo a mio difensore.
Uno SBAGLIO ENORME del quale VI CHIEDO perdono, ma vi garantisco
che quando il cervello gira al contrario fai e dici cose che
ragionando a mente fredda non puoi fare altro che chiederti, ma
chi..io?
Con questo non volevo ingannare nessuno o inventarmi una
malattia, che come di evince dalle ultime cartelle cliniche
ESISTE ECCOME, purtroppo, visto che mi ha portato alla dialisi.
Posso solo garantire a tutti che tutto quello che mi è stato
dato è stato usato per vivere e non certo per andarci in
vacanza o cambiare la macchina.
Oggi mi preparo ad una vita in compagnia di
una macchina e vi garantisco che la cosa non mi entusiasma e
faccio fatica a digerirla e non vi nascondo che i brutti
pensieri si accavallano, ma io non mollo, anche perché al
momento siamo al punto di partenza e cioè sopravviviamo.
Quando la dialisi inizierà sarà la panacea
di tutti i mali per quanto riguarda l mia famiglia che potrà
contare sulla mia invalidità al 100%, su un contributo
regionale extra e su molte cose ancora, ma è nello spirito che
sono stato mortalmente ferito.
Spero di avervi chiarito le idee e vi AUGURO
CON TUTTO IL MIO CUORE che MAI e poi MAI VI CAPITI.
UN GRAZIE SPECIALE A JIMMY, BEPPE, LUCA,
DAVIDONE, DONATELLA.
UN GRAZIE IMMENSO A NICOLETTA E DAVIDE.
UN ABBRACCIO GRANATA, GRANATISSIMO OGGI COME
MAI NELLA NOSTRA STORIA
DANIELE
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